Che Cos’è Il Genere ?
Ge·ne·re - Sostantivo
L'insieme delle caratteristiche pertinenti, o che distinguono, la femminilità e la mascolinità. A seconda del contesto, queste caratteristiche possono includere il sesso biologico, le strutture sociali basate sul sesso (ovvero i ruoli di genere) o l'identità di genere (la concezione personale del proprio genere).
Se esaminiamo l’etimologia della parola dalla sua radice latina, genere significa semplicemente “tipo”. Il termine franco-normanno gendre era in uso nel XII secolo per descrivere “la qualità dell’essere maschio o femmina.”
Molte persone attribuiscono il termine allo psicologo John Money, che propose di usare “genere” nel 1955 per differenziare il sesso mentale da quello fisico. Money non fu però il primo a farlo. L’antropologa culturale Margaret Mead usò il termine nel 1949 nel suo libro Maschio e Femmina (tit. orig.: Male and Female: A Study of the Sexes in a Changing World) per distinguere ruoli e comportamenti di genere dal sesso biologico. L’American Journal of Psychology (vol. 63, no. 2, 1950, pp. 312) descrisse così il libro:
Un libro che va ben oltre la sua premessa; in quanto informa il lettore sul ‘genere’ così come sul ‘sesso’, sui ruoli maschili e femminili così come sul maschio e la femmina e le relative funzioni riproduttive.
Margaret Mead passa da una specifica delineazione ad un confronto più generale fra maschi e femmine in numerose società, giungendo finalmente ad un’analisi dello schema dei sessi nel nostro contesto e per i giorni nostri.
Il sesso umano (non l’attività) è suddiviso in tre categorie:
- Genotipo: Il cariotipo cromosomico geneticamente definito di un organismo (XX, XY, e tutte le relative varianti)
- Fenotipo: Le caratteristiche sessuali osservabili, primarie e secondarie (genitali, distribuzione adiposa e muscolare, struttura ossea ecc.)
- Genere: Le caratteristiche sessuali non osservabili, il modello mentale interno che una persona ha del proprio sesso e il modo in cui lo esprime.
Qualunque di questi tre aspetti può ricadere dentro una posizione con una gamma di valori diversi. A scuola ti è stato probabilmente insegnato che il genotipo sia binario, o femmina (XX) o maschio (XY), quando in realtà ci sono circa altre dodici variazioni che possono manifestarsi negli esseri umani.
Similmente, molto persone credono che anche il fenotipo sia binario, ma la biologia ha riconosciuto per centinaia di anni che, tenendo traccia di tutte le caratteristiche sessuali di una popolazione, si finisce per compilare una distribuzione bimodale dove la maggioranza della popolazione ricade in una percentuale di due gruppi maggioritari. Ciò significa che alcune persone, semplicemente per come va la vita, si ritroveranno al di fuori di questi due gruppi. Molte persone si trovano nel mezzo, con caratteristiche di entrambi i sessi.
Il genere è, invece, molto più… esoterico. Le persone hanno cercato di rappresentare il genere su uno spettro in molti modi diversi, senza però ottenere risultati precisi in quanto l’ampiezza di ciò che è compreso nel genere è un concetto a sé ancora molto astratto.
Sources: [Tumblr] [TransStudent.org]
In sintesi: alcune persone sono decisamente maschili, altre sono decisamente femminili. Alcune persone non percepiscono nessun genere, altre percepiscono entrambi. Altre non percepiscono il genere più di tanto, altre lo percepiscono intensamente. Altre ancora oscillano lungo tutto lo spettro in maniera imprevedibile, variabili quanto il vento. Altre ancora mettono in dubbio la premessa stessa dell’esistenza di uno spettro del genere. Solo l’individuo può indentificare il proprio genere; nessun’altra persona può farlo al suo posto.
Il genere è in parte un costrutto sociale, in parte comportamenti appresi, in parte processi biologici che si formano molto presto nella vita di una persona.
Le prove attuali sembrano suggerire che il genere di una persona venga stabilito durante la gestazione, nel corso della formazione della corteccia cerebrale (troverai informazioni aggiuntive nel capitolo sulle Cause della Disforia di Genere). Questo modello mentale informa poi, a livello subconscio, quali aspetti dello spettro di genere una persona tenderà a preferire. Ciò influenza il sua comportamento, la sua percezione del mondo, il modo in cui prova attrazione (un concetto separato dall’orientamento sessuale e le influenze ormonali) e la maniera in cui si lega con altre persone. Non è però detto che tutte queste variabili siano allineate fra loro.
Il genere influenza anche le aspettative che il cervello possiede per l’ambiente in cui si trova (il tuo corpo) e quando l’ambiente non soddisfa quelle aspettative, il cervello manda segnali di allerta sottoforma di depressione, depersonalizzazione, derealizzazione e dissociazione. Queste sono le modalità inconscie attraverso cui il cervello ci informa che qualcosa non va affatto bene.
Ha·bi·tus - Noun
Abitudini, abilità e disposizioni che vengono impresse socialmente. Il modo in cui una persona percepisce e reagisce al mondo.
Dal lato sociale, il genere coinvolge il nostro habitus: come appariamo, i nostri atteggiamenti e comportamenti, il modo nel quale comunichiamo, come reagiamo, quali sono le nostre aspettative dalla vita e i ruoli che assumiamo nel corso di essa. L’autrice Susan Stryker descrive l’idea di habitus nel suo libro Storia Transgender (Transgender History):
Una gran parte dell’habitus coinvolge la manipolazione delle nostre caratteristiche sessuali secondarie per comunicare agli altri la nostra impressione su chi pensiamo di essere—che sia il movimento delle anche, parlare a gesti, mettere su massa in palestra, farci crescere i capelli, indossare abiti con un colletto che metta in risalto la nostra scollatura, raderci le ascelle, lasciare peluria visibile sul viso, o parlare con un’inflessione verso l’alto o verso il basso alla fine delle frasi. Spesso questi modi di muoversi e presentarsi diventano così internalizzati che finiamo per considerarli naturali, anche se—essendo tutte cose apprese per mezzo di osservazione e pratica—possono essere meglio concepiti come “istinti culturalmente acquisiti”.
Infatti, questi sono tutti fattori culturali: concetti sviluppatisi nel tempo all’interno della popolazione. Nonostante siano essenzialmente “inventati”, hanno comunque forte connotazione legata al genere e una persona tenderà a connettersi all’habitus del proprio genere subconscio senza neanche accorgersene. Quando ci vengono negati questi aspetti sociali, questo porta a un disagio con la propria posizione sociale nella vita.
Gli esperimenti di John Money tentarono di confermare la sua credenza che il genere fosse un costrutto interamente sociale e che ogni bambino potesse venir cresciuto credendo di essere qualunque cosa gli venisse insegnato a essere. Il suo esperimento fu un grande fallimento (vedi il capitolo Disforia Biochimica). Il genere non cambia; a 40 anni, ogni essere umano possiede lo stesso genere che aveva a 4 anni. Ciò che cambia è la personale comprensione del nostro genere mentre maturiamo come individui.
Questi sintomi negativi (depressione, derealizzazione, disagio sociale) sono i sintomi della Disforia di Genere.
Cosa il Genere non è è il nostro orientamento sessuale. Descriviamo l’orientamento usando termini relativi al genere (eterosessuale/omosessuale/bisessuale ecc.), ma il genere in sé non influenza la sessualità e quest’ultima non ha ruolo nel genere.
Cosa significa essere una persona Non Binaria?
Si dice non binaria (in inglese non-binary o enby), un’identità che, in parole povere, non presenta un’affiliazione esclusiva alla mascolinità o alla femminilità. Ciò può essere causato da una mancanza di affinità con entrambe le identità (agender), un’affinità totale con entrambe (bi-gender), un’affinità equilibrata fra entrambe (androginia), un’affinità che varia di giorno in giorno (genderfluid (articolo in inglese)), un’affinità parziale demigender, (demiboy) o (demigirl), o addirittura un’affinità all’intero spettro contemporaneamente (pangender).
Può anche voler dire una mancanza di affinità con tutte le identità di genere (agenere o una forte affinità verso un’identità di genere non correlata a un’identità maschile o femminile (inclusa l’identità aporagenere (articolo in inglese), che però non è l’unica).
Alcune persone non binarie provano un’affinità ad alcuni aspetti di un genere, ma non ad altri. Per esempio, una persona di genere demigirl potrebbe essere stata assegnata femmina alla nascita ma sentire solo una connessione parziale con la femminilità, oppure potrebbe essere una persona assegnata maschio alla nascita che si è sottoposta a terapia ormonale per alleviare la disforia fisica e possiede un fenotipo femminile, ma senza provare forte connessione agli aspetti sociali dell’essere donna.
In termini generali, questo libro descriverà il genere contrapponendo identità binarie (maschio/femmina) con identità non binarie, ma questo puramente per semplificarne la stesura. Nella stessa maniera, l’elenco di identità non binarie menzionate non è esaustivo. Per favore, ricorda che la profondità dell’esperienza e dell’espressione del genere è molto, molto più complicata di questa semplice sintesi.
Cog
Darkly Dai (Now with added werewolf)