Disforia Sociale

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

When you interact with very masculine men, you're nervous. You don't really know how to carry on a conversation with them, or want to. You feel an expectation, from them, to be something you're not. You quietly judge them for being too "bro"-y, "basic."

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

Being vulnerable around strange men is terrifying. You're anxious when you use the public men's room. Changing in a gym locker room is unthinkable. You do not feel ownership of these spaces. You are very concerned about strange men observing you, or your body.

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

You're awkward at social touch. You might crave touch, like most people, but you feel like you're almost entirely incapable of receiving it warmly. When giving a hug, something about your torso feels like it will be *offensive* to others. (Whatever it is, they don't notice.)

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

You can't talk about sex, or attraction, or the bodies of people you're supposed to be attracted to. Even when your commentary is solicited, everything you could say feels unwanted and inappropriate, even if it'd be fine coming from someone else. You freeze up.

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

You struggle even to voice innocent physical compliments to others, like "Looking good!" You are hyper-aware that virtually anything could sound like unwanted sexual attention, coming from you. You feel like your attention is uniquely, universally unwelcome.

Nightling Bug 🗝️ @NightlingBug

When an AFAB friend expresses disapproval, you're devastated. You scramble to get their approval back. You're worried you're coming across as a simpering "nice guy," all of whom you despise. You just value your AFAB friends' opinions more highly, for reasons you can't explain.

Tutta la disforia di genere sociale gira intorno a un principio centrale :“Quale genere gli altri pensano che io sia?” La disforia sociale riguarda come il mondo esterno ti percepisce, come gli altri si rivolgono a te e come si aspettano che tu ti rivolga a loro. Questo avviene in maniera diversa a seconda che la persona trans sia diventata consapevole o meno della propria disforia (anche detto : “rompere il guscio dell’uovo”).

Quando si è ancora all’oscuro, l’unica consapevolezza è che c’è qualcosa di strano nel modo in cui si interagisce con le altre persone. Le persone del tuo stesso genere assegnato sembrano interagire in modi che a te sembrano innaturali. I loro comportamenti ed atteggiamenti sembrano strani e sorprendenti, mentre le interazioni con gli individui del tuo vero genere sembrano più facili. Ti relazioni meglio con le persone più vicine alla tua verità.

Ad esempio, una persona assegnata maschio alla nascita potrebbe trovarsi a disagio in un gruppo di uomini. Potrebbe sentirsi fuori posto e faticare a conformarsi ai propri amici. Le interazioni sociali mascoline potrebbero non venire naturali e potrebbe cercare, con grande impaccio, di emulare gli altri uomini. Potrebbe sentirsi più attirata all’idea di fare amicizia con donne, ma sperimentare grande frustrazione di fronte alle dinamiche sociali ed eterosessuali che avvengono fra uomini e donne, fallendo quindi nel costruire relazioni platoniche. Sempre che la donne siano aperte a fare amicizia. Potrebbe essere doloroso scoprire che le donne evitano di fare amicizia per principio.

La sensazione di sentirsi sbagliata si intensifica man mano che la persona diventa più consapevole della propria incongruenza, e una volta realizzata la sua vera identità, l’incongruenza prende nuova forma. Per le persone trans binarie questo può diventare l’intenso bisogno di essere percepite come il loro vero genere, maschio o femmmina che sia. Alcune persone non binarie iniziano a provare euforia quando non vengono percepite né come maschi né come femmine e quando qualcuno si rivolge loro con toni neutrali, oppure quando vengono percepiti come generi diversi da persone diverse nello stesso contesto. Altre ancora provano intensa euforia quando gli altri non riescono a capire il loro genere e si confondono.

La disforia sociale è dove i pronomi e il misgendering (quando qualcuno ci percepisce con il genere sbagliato) entrano in gioco; farsi apostrofare al maschile, al femminile o con un pronome che non ci appartiene può essere estremamente spiacevole. Chiaro, questo è vero per tutti quanti, persone cis incluse, ma dove una persona cis può sentirsi insultata dall’atto di essere chiamata con il pronome sbagliato, la persona trans ci starà male. Come unghie su una lavagna, o una paglietta metallica sulla pelle. Sentire il pronome sbagliato ti ricorda che la persona con cui stai parlando non ti riconosce per il genere a cui appartieni.

I pronomi di genere neutri possono anche mettere a disagio le persone non binarie quando questi vengono usati dalla persona che parla per evitare di usare il pronome che si addice loro. Questo infatti indica spesso che una persona è stata riconosciuta come transgender e la persona che sta parlando non sa che pronomi usare. Chiedere i pronomi preferiti può risolvere il malinteso immediatamente, ma ciò che è paradossale è che anche in questo caso, farsi chiedere i pronomi può indurre disforia in quanto la persona che chiede ci ha riconosciuto come trans.

Anche il Loro (in inglese they) può essere usato con malizia quando una persona transfobica si rifiuta di usare il pronome corretto ma sa che usare quelli sbagliati la metterà nei guai. Il tono e l’intento contano molto.

Stessa cosa per i nomi. Quando qualcuno usa il nome morto (in inglese deadname) invece del nome scelto può essere invalidante quando fatto con ignoranza, se non addirittura sprezzante quando fatto con intento.

La disforia sociale compare anche come gioia o imbarazzo quanto quacuno si rivolge a te con il genere giusto, mentre stai ancora vivendo come il genere a te assegnato. Esempi:

  • Una persona assegnata maschio alla nascita che viene chiamata ragazza, inteso come un insulto, ma che la porta ad arrossire anziché ad arrabbiarsi.
  • Una persona assegnata femmina alla nascita che viene chiamata Signore, e la cosa la fa sentire meglio.
Dr. Emmy Zje @Emmy_Zje

The irony in “trans women mimic gender stereotypes” is the only time I DID mimic stereotypes was when I was forced to interact with men. And I did so out of a sense of survival and a longing to try and fit in.

I didn’t transition into stereotypes…I transitioned out of them.

Il disagio causato dalla disforia sociale può spingere una persona trans a comportarsi e presentarsi in maniera esagerata per convincere il resto del mondo di essere davvero il genere che afferma di essere. Le persone transfemminili potrebbero concentrarsi molto sull’uso del trucco e di capi d’abbigliamento femminili, diventando più silenziose per apparire più riservate, usando toni di voce più acuti. Le persone transmascoline invece tenderanno a usare abiti maschili, apparire più alte, reprimere le proprie emozioni e parlare più forte, con toni di voce più profondi.

Disforia Fisica contro Disforia Sociale

Alcuni tratti fisici che potrebbero causare sempre disagio in alcune persone trans potrebbero essere solo fonte di disforia sociale per altre. Per esempio, alcune persone potrebbero essere molto sensibili riguardo al loro aspetto fisico in quanto potrebbe causar loro di essere riconosciute come genere sbagliato o come persone trans (in inglese clocked), ma essere totalmente disinvolte in ambienti in cui sanno che saranno sempre trattate come il loro vero genere.

Io stessa non ho disforia fisica riguardante la mia voce; mi piace moltissimo cantare nel mio naturale tono da baritono, e quando sono a casa con la mia famiglia lascio che la mia voce si rilassi. Quando sono in pubblico, invece, riuscire a parlare con una voce femminile è per me fondamentale per essere riconosciuta dagli altri come una donna, passo dunque molto tempo ad allenare la voce. La mia voce femminile si attiva immediatamente nel momento in cui rispondo al telefono o esco di casa, mi viene naturale come respirare.

“Come noi!”

E’ un fenomeno molto curioso e sorprendentemente comune quello che vede una tendenza fra le persone trans che non hanno ancora fatto coming out a trovarsi fra loro e stringere amicizia senza la minima consapevolezza. Spesso, non appena una persona fa coming out come trans ed inizia la transizione, altri membri del gruppo si rendono anch’essi conto di essere trans e fanno coming out a loro volta.

kiva @persenche

@Whorrorer i can know a cis woman for a year and not feel like i'm all that close to her.

i can know a trans woman for three hours and feel like i've known her my whole life.

Le persone trans tendono inconsciamente a fare amicizia fra di loro, sia per un bisogno di altre persone che la pensano e si comportano come loro (e quindi senza giudicarsi), sia per un senso di unione portato dall’esperienza condivisa dell’ostracizzazione sociale. Questa non è un’esclusiva delle persone trans, ovviamente, e avviene con tutte le persone queer, ma porta a reazioni a catena abbastanza notevoli, in maniera simile a quando una coppia dentro un gruppo di amicizie si sposa e ha figli e che spingono tutti gli altri a fare lo stesso.

Spesso le persone trans continuano a scegliersi in amicizia anche dopo la transizione, poiché si comprendono l’una con l’altra meglio di quanto possano farlo le persone cis. C’è una forte energia quando un gruppo di persone trans si trova insieme nello stesso posto, la stanza diventa carica di compassione e solidarietà. Abbiamo così tanto in comune nelle nostre storie di vita e nelle esperienze condivise che tendiamo a formare subito legami (salvo conflitti di personalità).